

Nel Palazzo Vescovile è stata restaurata e riportata a nuova vita la Cappella di San Massimo, un ambiente di inestimabile valore fortemente voluto dal vescovo Pietro Donato (1390-1447) all’interno del suo ambizioso programma di decoro dell’episcopio. Presentata ufficialmente a fine settembre 2026 dopo tre anni di complessi ed accurati lavori svolti con la Soprintendenza, la cappella torna a essere un intimo luogo di preghiera per il Vescovo e la comunità dei presbiteri, aprendo eccezionalmente le sue porte anche al pubblico.
Il recupero della cappella e del suo ciclo di affreschi del 1437 rappresenta un vero evento per gli storici dell’arte, poiché permette di riscoprire un momento fondamentale del passaggio dal gotico internazionale al primo Rinascimento veneto. La grande novità emersa dai restauri è la conferma della corrispondenza tra Giovanni da Ulma (l’autore indicato nei contratti dell’epoca) e Giovanni d’Alemagna, celebre pittore tedesco operante a Venezia e futuro socio di Antonio Vivarini nella Cappella Ovetari. Essendo andati distrutti gli affreschi della Cappella Ovetari durante la Seconda Guerra Mondiale, le pitture riemerse nel Palazzo Vescovile costituiscono l’unica testimonianza superstite dell’opera di Giovanni d’Alemagna antecedente al 1440.
L’ambiente della cappella si compone di due campate quadrate coperte da volte a crociera, impostate su eleganti peducci decorati con motivi fogliati e con lo stemma del vescovo Pietro Donato, per poi terminare in un’abside semicircolare rivolta a oriente. Nonostante le pesanti modifiche strutturali subite nei secoli, l’apparato decorativo superstite offre scorci di straordinaria bellezza. Nella prima crociera d’ingresso spiccano i quattro Padri della Chiesa affiancati da angeli dalle ali fiammeggianti, mentre l’arcata divisoria ospita sette clipei con le figure dei profeti. L’abside conserva decorazioni a finto tessuto broccato rosso con motivi a cardo, le figure a monocromo delle Virtù e tracce di una maestosa composizione con Cristo, i santi Pietro e Paolo e serafini su fondo dorato. La presenza di sfondi dorati convive con primi elementi rinascimentali, come cieli atmosferici, scorci paesaggistici rocciosi e campiture architettoniche che abbandonano i rigidi stilemi gotici.
Tutto il ricavato delle visite guidate sarà interamente devoluto al progetto “Mi sta a cuore. Per Tiepolo e san Massimo”, finalizzato al restauro di tre importanti tele di Giambattista Tiepolo.
– Aperture straordinarie di inaugurazione: Sabato 3 e Domenica 4 Ottobre 2026 con visite guidate alle ore 10:15, 11:45, 15:15 e 16:30.
– Aperture ordinarie (Ottobre e Novembre 2026): Tutte le domeniche di ottobre e novembre 2026 con turno unico di visita guidata alle ore 16:30.
– Biglietti e prenotazioni: prenotazione obbligatoria online sulla piattaforma ufficiale Kalatà.
Situata in Via Cesare Battisti 227, all’ultimo piano di un palazzo storico con ascensore e accesso indipendente, la struttura garantisce massimo comfort e riservatezza.
Casa Battisti dispone di 6 camere arredate, tutte dotate di bagno privato (3 matrimoniali e 3 singole), con possibilità di letto supplementare, aria condizionata autonoma e culle/lettini per famiglie.
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